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lunedì 10 dicembre 2012

Recensione: "Warm Bodies" di Isaac Marion

Titolo: Warm Bodies
Autore: Isaac Marion
Casa Editrice: Lain Fazi
Pagine: 270
Prezzo: 14,50€
Data di uscita: 28 Ottobre 2011


Trama
R è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, ma nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di stupore, di nostalgia. Un giorno, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco, per lui cambierà ogni cosa; intreccia una relazione con la ragazza della sua vittima, Julie, e sarà per lui un'esplosione di colori nei paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l'amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole. Di qui avrà inizio una guerra feroce contro i suoi compagni d'un tempo, e una rinascita, le cui conseguenze saranno del tutto inimmaginabili... Divertente, dark, forte di una scrittura acuminata e intelligente, “Warm Bodies” esplora cosa accade quando il freddo cuore di uno zombie viene tentato dal calore dell'amore umano.


La mia recensione

Cambiare il mondo si può, basta volerlo! 

Warm Bodies parla di un ragazzo zombie di nome “R”, di età non ben identificata, che durante una delle sue abitudinarie ricerche di cibo si imbatte in una ragazza per così dire speciale. Ed è proprio mentre lui fa scorta di quella che è la materia grigia del ragazzo di lei, Perry Kelvin, che R la vede, Julie, e il suo cuore fermo ha un sussulto.
Contrariamente alla sua natura, R salva la vita a Julie e la porta con sè nella sua casa per “tenerla al sicuro”. 
Questo gesto da il via ad una serie di eventi atti a trasformare la specie degli zombie, e non solo la loro.

La storia si svolge in un mondo apparentemente post-apocalittico, dove i pochi esseri umani rimasti in vita sono costretti a vivere in stadi trasformati in piccole città per proteggersi dagli attacchi dei Morti (così vengono chiamati gli zombie).
Ma non ci sono solo zombie “di carne”: ci sono anche gli Ossuti, quelli che sono per così dire i generali degli zombie, coloro che governano. Esseri scheletrici che decidono tutto.
Gli Ossuti e gli zombie “di carne” vivono pacificamente in un aeroporto dismesso, dove gli aerei sono case e dove le scale mobili sono giostre dei divertimenti. 
Essi non hanno altra attività giornaliera se non quella di vagare apaticamente per questo luogo e le città deserte con l'unico scopo di procurarsi del cibo.
L'unica eccezione a questo stile di vita la fa R: lui infatti è uno zombie che non si rassegna all'idea di essere zombie. Lo ritroviamo sempre sommerso da mille pensieri tutti volti a cercare di ricordare cos'era e com'era quando era umano e a desiderare di avere una seconda possibilità con la vita.

La Città Stadio, invece, dove vive Julie, sembra essere una piccola roccaforte fatta di alti grattacieli di vario materiale costruiti sulle gradinate. Una piccola Ember alla luce del sole, dove ogni entrata è presidiata da guardie armate, dove ogni nuovo cittadino che entra deve essere registrato, dove vige il coprifuoco delle ore serali e dove il tetto dello stadio può essere chiuso tanto da crearne una scatola ermetica a prova d’intrusione.
I cittadini sono impegnati in quello che apparentemente sembra essere un modo per mantenere in vita quel poco che è rimasto, costruendo lunghi corridoi di cemento che collegano le varie città stadio. 
Ma è nella mente di chi governa queste operazioni e progetti che si nasconde il problema: il generale Grigio (padre di Julie) infatti è l’unico chiuso a qualsiasi speranza e metodo per cambiare il mondo, colui la cui mente non vuole progredire tanto da non riuscire a riconoscere che è avvenuto un cambiamento.
Un cambiamento innescato dall’amore di R per Julie.
Dove i desideri sono talmente grandi che superano le difficoltà della situazione.

Warm Bodies è un libro che fa riflettere, a mio avviso, anche sulla condizione attuale in cui versa il mondo. 
Ci insegna che, non importa quanto devastato sia il mondo in cui viviamo; se esiste la speranza e la buona volontà si può cambiare e ricominciare da zero, a dispetto delle “menti superiori” che stanno in alto.

Un bel libro che io consiglio a tutti. 
E contrariamente a quanto si possa pensare a primo impatto, questa non è la solita storia di zombie.


Il mio voto 




Booktrailer internazionale




L'autore


Isaac Marion è nato nel 1981 in una remota cittadina dello Stato di Washington, vive da sempre a Seattle. Per sopravvivere ha svolto decine di lavori (per lo più improbabili) fino a quando un suo racconto, I Am a Zombie Filled with Love, non è diventato la short story più cliccata d’America dando vita al progetto di Warm Bodies. Personaggio eclettico, Marion divide il suo tempo tra la scrittura e la musica. 

1 commento:

  1. Mi è piaciuto un sacco il libro! Anche il film non è male...

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