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lunedì 13 febbraio 2017

Un tè con l'autrice // Ashworth di Charlotte Bronte

Buondì miei cari lettori!
Oggi, dopo molto attendere, ritorna la rubrica Un tè con l'autrice in collaborazione con Antonella Iuliano. E come meglio riprendere l'attività se non leggendo Charlotte Bronte?

Ashworth
Ashworth
Charlotte Bronte
Flower-ed, 116pp, 15€, gennaio 2017

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Sinossi: Nel 1839 Charlotte Brontë dà il suo addio ad Angria, il lunghissimo ciclo di racconti scritto durante tutta l’infanzia e parte dell’adolescenza. Dopo anni trascorsi a scrivere per il puro gusto di farlo, è ora di fare sul serio, è tempo di scrivere un romanzo da pubblicare. Quel romanzo è Ashworth. La storia della famiglia Ashworth costituisce un lungo antefatto a quella che sarebbe diventata la travagliata storia d’amore tra Mary Ashworth e Arthur Ripley West, passando per un gioco di corteggiamenti a scapito di Marian Fairburne.
Frutto di una preziosa ricostruzione di fogli sparsi per il mondo, il testo ci consegna, ancora una volta, una storia di uomini dannati e donne frivole, di amori controversi e drammi economici che, alla fine, sono ancora figli di Angria.



La mia recensione
★★★★
Dopo aver lasciato il ciclo di racconti di Angria, che ha tenuto impegnata la scrittrice nell'età giovanile, Charlotte Bronte da il via, attorno al 1840, alla stesura di quello che - purtroppo - rimarrà un romanzo incompiuto.
Di Ashworth, infatti, scrive soltanto alcuni capitoli su fogli sparsi nei quali abbozza in linea di massima il filo di una trama, soffermandosi per lo più a tracciare e definire le caratteristiche dei personaggi che intende mettere a parte della sua storia.

Leggendo il titolo penseremo subito che il protagonista di questa storia sia infatti il primo dei personaggi che la scrittrice inglese delinea e ci presenta, ma in realtà tutto l'intreccio narrativo seguente si focalizzerà poi sulla figlia di costui, ossia Mary Ashworth, per la quale la Bronte aveva in serbo una storia d'amore un po' travagliata.

Nonostante questo romanzo incompiuto sia stato scritto subito dopo i racconti giovanili, segna però in qualche modo il passaggio della Bronte in quella che sarà la sua vita da scrittrice adulta. Si nota infatti come già riesca a destreggiarsi delineando personaggi tumultuosi dediti ai piaceri della vita facendone poi le spese, senza però perdere mai di vista l'amore che imprime in ognuno di loro.
L'eroina di Ashworth sarà Mary, una ragazza sola, privata dell'amore materno, che, nonostante il suo lato orgoglioso, è una persona giusta ed altruista.

Purtroppo, dati alla mano, non possiamo andare oltre questa breve presentazione; il tutto viene lasciato all'immaginazione del lettore al quale non verranno mai date le risposte alle lecite domande di rito che si porrà al termine della lettura di questi brevi capitoli: ossia, per esempio, come terminerà la storia?
Nota di merito va alla casa editrice Flower-ed per aver tradotto e averci fatto conoscere questa storia.


La recensione di Antonella
★★★★
Nel 1839, Charlotte Brontё, dopo aver dato il suo addio ad Angria, il ciclo di racconti che sin dalla tenera età aveva imbastito insieme al fratello Branwell e in seguito proseguito da sola, - un mondo fantastico nel quale i destini di uomini valorosi s’intrecciano a quelli di donne bellissime e frivole - iniziò a scrivere un romanzo: Ashworth. Quest’opera purtroppo è considerata incompiuta perché ne sono stati rinvenuti solo quattro capitoli in cui sembra che Charlotte abbia trasferito alcuni dei protagonisti della calda Angria, dai quali faticava a staccarsi, in una fredda ambientazione inglese. Ciò è evidente soprattutto quando incontriamo Ashworth padre e scopriamo la sua vita altalenante tra ricchezza e dissoluzione. Dal secondo capitolo in poi però, quando la scena si sposta sulle donne e nella scuola dove studiano, nonostante la riproposizione di un modello di protagonista viziata e aristocratica quale Amelia De Capell, si può notare un barlume della futura eroina brontёana nella figura di Mary Ashworth, figlia del suddetto protagonista; una ragazza sì ricca ma sola, orgogliosa ma considerata buona e generosa. A tal riguardo ho trovato molto bella la scena del dormitorio che Charlotte descrive tra Mary ed Ellen Hall, un’allieva povera costretta a lavorare per studiare.

Molto probabilmente Ashworth non era destinato a diventare un grande romanzo, anche se fosse stato completo, ma in questi pochi capitoli, tra tentativi di migliorarsi e superare quel mondo fantastico a favore di una narrazione basata sul vissuto, ho avuto conferma di quella sua capacità di avviare un intreccio sempre valido, che spinge a proseguire nella lettura. Inconfondibile è, anche nelle pagine di Ashworth, quel suo appellarsi al lettore, quasi scusandosi se non approfondirà aspetti che ammette di non conoscere perché condizionata dalla sua scarsa conoscenza del mondo.

Avrei voluto che la storia continuasse presentendo che nonostante lo stile ancora acerbo e la zavorra “angriana” di talune descrizioni, non mi avrebbe deluso, ma purtroppo essa muore all’alba e non mi resta che immaginare, con un pizzico di amarezza e al tempo stesso di piacevole sospensione, come sarebbe andata. Oppure posso azzardare un paragone basato principalmente sulle sensazioni tra Ashworth, che consiglio alle appassionate brontёane, e i romanzi compiuti della maturità, perché in Mary Ashworth per un attimo mi è sembrato di scorgere la scintilla che anima l’indomabile Shirley e nel dormitorio della scuola, dove la incontriamo per la prima volta, mi ha ricordato Lucy Snowe di Villette che sarebbe venuta fuori dalla penna di Charlotte molti anni e sofferenze dopo.


Novel Teas - le citazioni su una bustina da tè
Le Novel Teas sono citazioni tratte dal romanzo e "impresse" per l'occasione sopra ad una bustina di tè, un modo "diverso" di trascorrere il tea time, ossia leggendo qualcosa.
 
 

L’oro è oro, sia vinto con onore sia riscosso con frode e, se non assicura un posto in paradiso all'uomo, può procurargli al minimo una splendida casa sulla terra.


Un tè per il libro
Per accompagnare la lettura di questo libro abbiamo pensato ad un tea dal gusto deciso e forte, come la signorina Ashworth, ossia lo Yorkshire tea.
Qui ce n'è per tutti i gusti, quindi scegliete il gusto che più si avvicina alle vostre esigenze e... buona lettura!
Noi vi aspettiamo prestissimo per un altro tea time a tema letterario!

1 commento:

  1. Che bella rubrica! Complimenti!!! Un abbraccio ad entrambe 💋 Maria

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